030 arte da brescia
Palazzo Bonoris
Brescia, maggio-giugno 2003

a cura di Fabio Paris e Francesco Tedeschi

Testo di Francesco Tedeschi
Interviste agli artisti di Michela Arfiero

0100101110101101.ORG
Piero Almeoni
ARIS-Artisti Risorti
Balletti-Mercandelli
Dario Bellini
Monica Bonvicini
Maurizio Donzelli
Raffaella Formenti
Armida Gandini
Fausto Gilberti
Cecilia Guastaroba
Gianfranco Milanesi
Bruno Muzzolini
Paola Pezzi
Gabriele Picco
Paola Sabatti Bassini
Roberta Silva
Massimo Uberti



...il rapporto tra idea ed esperienza, su questo binario: io e il mondo, ciņ che penso in rapporto a ciņ che accade.



[Michela Arfiero] La tua ricerca artistica si presenta come un susseguirsi di micro-progetti che affrontano differenti tematiche. Quali sono le chiavi di lettura?

[Paola Sabatti Bassini] Il mio lavoro nasce da una riflessione intorno alle cose, che poi si materializza in una forma che puņ assumere connotazioni diverse. La chiave di lettura del lavoro è l'esperienza, il rapporto tra l'idea e l'esperienza, il rapporto tra il mio mondo e il mondo, la mia unicità e la specie, tra la particolarità del punto di vista e quello che tutti considerano comune.

[MA] Il tuo lavoro si costruisce nel rapporto con l'esterno?

[PSB] Dal confronto, da ciņ che è condivisibile con l'altro. Quando parlo del mio lavoro attuale, colloco un ideale inizio nel 1993 con la mosta Relazioni. Una mostra sull'esperienza della relazione, dove erano invitati a partecipare misicisti, artisti... in un momento in cui ho sentito la necessità di ricevere non solo attenzione ma anche di avere un rapporto da condividere, un atteggiamento interiore rivolto verso l'esterno. Il luogo, la gente, i tabù, il desiderio e qualsiasi cosa con cui ho a che fare, la necessità di rappresentare qualcosa che possa essere condiviso.

[MA] Una riceca che nasce da un tuo vissuto personale, in questo senso esperienza?

[PSB] Più che nascere da un fatto isolato è frutto di un'esperienza, cioè un vissuto che si stratifica nel tempo. Puņ accadere che i miei lavori abbiano origine dal ricordo dei giochi dell'infanzia, quando "per davvero" le cose immaginate prendevano rilievo staccandosi dallo sfondo con prepotenza tanto da sostituirsi alla realtà.

[MA] Il tabù è uno degli aspetti che hai mostrato in Modelli da mezzopunto, l'intento ero quello di stabilire una relazione tra la ricamatrice e l'immagine?

[PSB] Modelli da mezzopunto è del 1999, consiste in sette quadri incorniciati da appendere a parete, ricamati con la tecnica del "mezzopunto", tipico esempio della tradizione del lavoro creativo domestico, e in una serie di tele stampate ancora da ricamare. E' un lavoro sul tabù della pornografia; nei ricami l'uomo è esibito e la donna è il soggetto che valuta, i soggetti sono nudi maschili in diverse pose ma realizzati con il più femminile dei materiali. La mascolinità si mostra, la femminilità la rappresenta.

[MA] Mentre in Lezioni di volo il tabù della morte si trasforma in un gioco?

[PSB] Il gioco mi dà la possibilità di un'altra realtà, con delle proprie regole, dove puoi inventare dei ruoli e anche negarli. In Lezioni di volo c'è l'eperienza della morte riferita e trasformata attraverso il gioco, con la costruzione di aeroplanini di carta realizzati sull'immagine di fotografie che ho scattato al macello comunale. In questo lavoro creo una relazione tra il gioco e la morte, una sorta di catarsi per chi partecipa al gioco, ma anche una valutazione sull'esibizione (pornografica) della morte da parte dei media, che la esibiscono enfatizzandola nei fatti di sangue, per poi presentare le armi come innocui giocattoli.

[MA] Altri lavori sono concentrati sulle possibilità dello sguardo, come Sguardando, Point of view, Beds. E' un'indagine sulla percezione?

[PSB] Nella relazione con l'altro tutto cambia, è una ricerca sui punti di vista. In questa indagine ho utilizzato strumenti e tecniche di rappresentazione che mettono in moto un meccanismo che ribalta la visione delle cose - e dunque la certezza della realtà - invertendo termini linguistici o percettivi.

[MA] Il progetto per la mostra 030 arte da brescia "Elsewhere is that vague land where memories collect" nasce dal progetto Altrove dove realizzi della cartoline con delle immagini che ti appartengono...

[PSB] E' un distributore girevole con venti tipologie di diverse cartoline costruite sulle mie esperienze private e trasformate in cartoline immaginarie, prive di appartenenza, ma disponibili per diventare luogo collettivo di ricordi. Potranno infatti essere acquistate al prezzo corrente di cartoline e spedite altrove. Alle pareti una lunga stampa digitale di cartoline di varie epoche: il mio immaginario si inserisce, sovrapponendosi, al sottofondo comune dei ricordi personali, fissati in frasi convenzionali o affettuose, frutto di stratificazioni di incontri, di fatti conosciuti solo a quelli che li hanno condivisi, ma che poi nel tempo hanno stabilito un rapporto con qualcosa di più grande che li accomuna, come la cronoca quando diventa storia.