Testo di Fausto Lorenzi [estratto, pag. 47]
[...] Una declinazione crepuscolare? Eppure di questa esplorazione dell'io terremotato, anche per tracce minime e sentieri
laterali, si affaccia la coscienza della "misura" esistenziale. E' un'altra coscienza della realtà in cui problematicamente si immergono le opere
di Paola Sabatti Bassini, fin dall'uso di una scrittura mancina e rovesciata che firma l'enigma del rispecchiamento, dell'identità alterata.
Eppure proprio nella materia dell'opera il sé ed il vissuto trovano il proprio ancoraggio, un percorso di carne,
sangue, emozioni. Se il punto di partenza, la motivazione, è espressionista, d'un'arte come racconto e gesto della vita psichica,
la realizzazione passa invece per un'accanita spoliazione, in un percorso di scarnificazione e approccio a scritture e simboli
convenzionali. La dislocazione di emozioni fuggevoli quanto di verità intime, profonde, laceranti, cerca le forme di un linguaggio
comune di vissuto, anche se non tutto è comunicato, piuttosto fatto trapelare negli andamenti sismografici del segno-colore, in ideogrammi,
in anfratti e strappi.
Ancora una volta, come in tanti di questi artisti, troviamo il bisogno della mappa, nelle tele gessate, nei cartoni sagomati, nelle carte di
manifesto trattate con acrilici e smalti. Paola Sabatti è partita proprio da mappe catastali, da altre carte con immagini, come per mettere
in corto circuito col mondo - con la rappresentazione del mondo - gli schemi del proprio vissuto. Un bisogno di relazioni, già nell'uso
sensitivo dei materiali, che tenta un percorso che pianti, come cartelli segnaletici, gli appigli a un'autenticità vitale. L'impurità,
la casualità, le cancellature o correzioni stesse di questo catalogo: una traccia corporea, ansiosa, volubile, di residui attaccati alla
propria pelle. Quella scrittura rovesciata, segno, spazio di sé legato necessariamente a un'evidenza materica indica allora la struttura
compositiva, entro un campo di tensione. [...]
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