[estratto del testo]
CORPI...
Quante sorprese ci regala il corpo umano nell'arte! Messo al bando e ogni volta riscoperto, dissezionato o dissolto, visto per dettagli e
a figura intera, in solitudine o nei nuovi paesaggi, colto in privato ma anche nei punti di socialità urbana: da un'ottica all'altra, la
figura umana muove il maggior numero di proposte e riflessioni.
Nella Pittura stimola una rilettura attenta delle tradizioni, adattando il ritratto ai sapori acidi dell'oggi. Nella Fotografia permette il
recupero delle avanguardie (fate perņ attenzione che la citazione non sia semplice copiatura).
Nelle opere più tecnologiche (Pittura Digitale e Fotografia Digitale) crea uno spostamento rispetto alla manualità da pennello e alle
meccaniche del clic. Tre linguaggi in cui si dimensiona un legame dinamico tra corporeità e arte visiva. Un rapporto che assorbe la
medialità, gli stimoli del progresso e il neoumanesimo sociale.
Frutto di arterie che dal passato mandano la linfa creative verso le (ri)elaborazioni in corso. Gli autori più bravi non confondeteli,
perņ, con chi recupera la Body Art senza attualizzarla.
Preferisco dissociarmi da formule cruente, prive di ironia e mediazione estetica. L'arte odierna dovrebbe chiedere analisi laterali,
percorsi anomali, letture oltre l'apparenza e il sensazionalismo. Non basta stupire e titillarsi nel dramma catartico della ferita. I corpi
martoriati sono retaggi di un farsi male attraverso il male.
Pura violenza che violenta lo sguardo e non scalfisce la crescita culturale. Non serve un 'corpo didascalico' (ecco l'inutilità della pittura troppo
diretta e, soprattutto, di tanta scultura che simula il corpo senza alterarlo) ma un 'corpo individuale' che conduca al 'corpo aperto' della medialità.
Ci vuole un corpo/matrice con cui raccontare il progresso attraverso l'iconografia. Una presenza che dia indicazioni sui futuri plausibili
per le genti. Che significa ciņ? Semplice: il corpo racchiude il segreto del mondo. Puņ apparire uguale nei secoli ma ha note specifiche
per ogni spazio e tempo.
Negli anni Settanta serviva raccontarlo con vena crudele e rabbia feroce. Oggi sintetizza un'era di tecnologie dominanti. I moralisti da
macchina da scrivere possono rassegnarsi: corpo e tecnologia si fondono nella più stimolante sinergia in corso. Al domani la poco ardua
sentenza. Ora penetriamo nelle certezze del corpo contemporaneo.Tra elettronica e carne, tra tecnologia e istinti sempre più primitivi.
Nella resistenza della fisicità, dove risiede il tecnoumanesimo delle prossime albe.
DINAMICI...
I quattro artisti credono nel corpo ma non adottano processi didascalici. Parlano di sessualità ed erotismo attraverso tematiche autonome,
ricche di concetti personali. Li accomuna un esprimersi tramite icone catartiche.
Fanno immagini con un forte climax estetico, bloccate nel momento di massima energia gestuale. Tutti quanti, poi, immettono stratificazioni
formali, elementi che distanziano dal realismo più ovvio.
Aggiungono, idealmente, una serie di vetri tra il nostro occhio e la figura prescelta. Ci allontanano dall'evidenza per ricreare un movimento
interno. Due di loro fanno ciņ con il fuorifuoco (Sabatti Bassini) o con cancellazioni sul vecchio bianconero (Grosso).
Gli altri due esaltano lo scorrere temporale con un dinamismo più fotografico (Bramante) o più videologico (Tubi). Rendono dinamica
l'immagine affinché il suo stato esprima la catarsi.
Nei lavori si cattura il gesto, lo si manipola in vari modi e si stampa la sintesi di un'atmosfera umana. Conta, insomma, la fisicità ma
solo se comprende i viaggi psichici e gli stati emozionali.
[...] Paola Sabatti Bassini ha una strana mania per le interrelazioni. Indaga i comportamenti privati, le storie intime, i fatti domestici
di gente normale.
Lo fa attraverso video, fotografie, manipolazioni digitali, stampe su tela da mezzopunto. Il fissarsi su vari linguaggi dipende dall'esigenza
di ogni evento.
Centro comune resta la memoria rallentata, il tempo lungo dell'aggiungere o del sottrarre. Mettendo nuovi elementi o cancellandoli, l'artista
penetra nel profondo con capacità psicologica.
In particolare insiste sul fuorifuoco come dimesione cerebrale. L'artista annebbia per portare a galla le zone d'ombra. Rende miope lo
sguardo per modificare ciņ che crediamo ovvio.
Nel video 'Sguardando' ha disegnato microstorie sopra i fondali sfocati. Nella serie 'Altrove' inverte la frontalità dell'immagine e la
duplica con dei fuorifuoco. Un meccanismo per alterare ciņ che normalmente ci sfugge.
E' da qui che nasce l'idea delle stampe su tele da ricamo. I soggetti sono ragazzi nudi col loro membro eretto. Foto a colori in stile gay
che l'artista rapisce dal contesto d'origine.
Sembrano fredde eppure acquistano erotismo attraverso una memoria aggiunta. Rompono la facile volgarità della pornografia, 'dipingendo' lo
stato dell'apparenza.
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