The People's Choice
Isola Art Center
Milano, marzo 2006

a cura di Marco Scotini

Testo introduttivo di Marco Scotini, interviste a Charles Esche e Viktor Misiano, testi degli Artisti

Gruppo A12 - Doug Ashford (Group Material) - Stefano Boccalini - Gea Casolaro - Chto? (What is to be done?) - Jose Dàvila - Pablo leòn de la Barra - Paola Di Bello - Etcétera... - Marcelo Expòsito - Alberto Garutti - Bernardo Giorgi - Cai Giu-Quiang - Durrya Kasi - Isabella Inti - Isola space sharing: Alessandra Poggianti/Katia Anguelova/Alterazioni Video - Rem Koolhaas e Alain Fouraux - Armando Lulaj - Marcello Maloberti - Alessandro Nassiri Tabibzadeh - Network Nomadic Architecture - Oda Projesi - OUT - Adrian Paci - Maria Papadimitriou - Steve Piccolo - Cesare Pietroiusti - Post-Programmed City-Territory - Marjetica Potrc - Radek Community - Renshi.org - Oliver Ressler - Chemi Rosado Seijo - Mariette Schiltz - Bert Theis - Tercerunquinto - Jan Tweedy - Enzo Umbaca - Luca Vitone - Love Difference - Sugoe - OsservatorioinOpera - Stazione Isola



L'Osservatorio nasce dall’interesse di tre artisti, Piero Almeoni, Paola Sabatti Bassini, Roberta Sisti, per la situazione d’emergenza nella quale l’Isola Garibaldi si trova: la difesa di spazi pubblici nei quali un quartiere s’identifica e si riconosce come comunità, la promozione insieme agli artisti, che hanno contribuito efficacemente a rendere visibile la lotta, di un progetto culturale per il futuro e che hanno dato forma ad un luogo nel quale l’arte, ponendosi come interlocutore con il Comune di Milano, diventa un importante strumento etico per la qualità della vita delle persone. L’osservatorio a partire da un luogo come può essere “La Stecca” si pone come spazio d'azione, di riflessione, di comunicazione, zona d'interscambio per una nuova investigazione sulle modalità e sul senso del fare arte in situazioni che si riconoscono come “emergenza”. In quest’ottica è diventato importante per noi verificare, come cultura occidentale, la sensatezza delle nostre azioni e dei nostri intenti, sia nei luoghi drammatici degli eventi bellici, che portano a riconsiderare i valori della cultura e della vita umana in termini conflittuali, sia nelle condizioni in cui sperimentiamo a casa nostra il valore civile e sociale nelle nostre proposte culturali.